Per chi non seguisse il mondo del Football americano il nome Colin Kaepernick potrebbe dire poco o, forse, molto nell’ultimo anno. Colin è (o meglio era) un giocatore del campionato professionistico americano, sport seguitissimo dall’altra parte dell’oceano. Non un giocatore qualunque: un quarterback, il ruolo più importante, per squadre come i celebri San Francisco 49ers. Un giocatore capace di trascinare nel 2012 i compagni al Super Bowl e, seppur perdendolo, sfoderare una prestazione da vero leader.

Ma i tempi cambiano e in questi anni le fortune sportive di Colin sono, tra infortuni, preferenze di QB più abituati al lancio sono finite, portandolo oggi ad essere free agent, ovvero senza contratto. Ma probabilmente l’elemento che più ha cambiato la sua vita, professionale e non, è la protesta sociale che sta portando avanti dal 26 Agosto 2016. Colin prima di una partita amichevole di pre season contro i Green Bay Packers, è restato seduto durante l’inno nazionale americano, un momento sacro negli States. Una forma di protesta che si è evoluta: oggi loa scolta in ginocchio e che ha radici nel mancato rispetto, secondo lui, del paese nei riguardi della popolazione di colore. Durante un’intervista a NFL Media, spiegando:

Non starò in piedi per dimostrare il mio orgoglio per la bandiera di un paese che opprime i neri e le minoranze etniche. Per me è più importante del football, e sarebbe egoista guardare dall’altra parte. Ci sono cadaveri per le strade, e persone che la fanno franca.

Il protrarsi di questa protesta ha acceso gli animi in un paese che nell’ultimo periodo ha visto riaccendersi in modo preoccupante il tema razziale, trovando molti consensi, ma anche pesanti critiche. Per chi vede in kaepernick un eroe che dà voce  a tanti c’è invece chi non gli perdona il mancato rispetto alla bandiera e, quindi, al Paese.

Ma qui, a Social Bar Sport, ci piace far parlare il web.

kaepernick: il volume dei contenuti online

Ben 5,353,656 i post pubblicati sul tema, netta dimostrazione dell’interesse creato dalla vicenda. Di questi la maggioranza (1,437,814) nella prima settimana dall’inizio della protesta, ma, seppur con numeri ben più contenuti, il topic kaepernick è stato vivo tutto l’anno ed è tutt’oggi fonte di discussioni.

kaepernick

A livello di parole utilizzate la word cloud ci dà un panorama abbastanza chiaro delle tematiche connesse alla protesta di kaepernick.

kaepernick

L’evidenza di termini come ACTIVISM e OPPRESSION danno già il senso della questione, facendo subito capire che ormai il tema kaepernick ben oltre il solo football. Interessante anche la presenza di un account Twitter @daviddtss. David Dennis Jr. è un noto attivista per i diritti civili che ha da subito sostenuto con forza la presa di posizione di Colin. @daviddtss appare grazie alla diffusione di alcuni suoi Tweet pro kaepernick come:

 

Il sostegno è arrivato addirittura ad un boicottaggio della NFL e di tutto ciò che attorno ad essa ruota finché Colin non ritroverò squadra. Sono in molti a credere (e diverse dichiarazioni unofficial di manager dei team vanno in questa direzione) che le franchigie NFL stiano appositamente evitando di prendere kaepernick a causa del suo impegno fuori dal campo (e dalle pressioni del criticato Donald Trump). Difficile non pensarlo visto che trovano contratto giocatori ben meno dotati di chi, comunque, ha giocato un Super Bowl da protagonista.

 

Andando ad analizzare la situazione in Twitter, uno dei maggiori canali come utilizzo, troviamo tra gli account più menzionati ovviamente quello di kaepernick e del NFL, ma anche alcune sorprese. Appare il presidente Donald Trump (in aperta polemica con il giocatore dopo che questi aveva espresso giudizi poco lusinghieri su di lui) e Stephen A. Smith, giornalista televisivo  sportivo molto duro verso Colin per le sue dichiarazione di non votare alle presidenziali

 

Tra i top hashtag interessante la presenza di #blacklivesmatter che denota immediatamente la tematica di protesta di Colin e la sua difesa dei diritti dei cittadini di colore.

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Tra i contenuti più retwettati troviamo invece molti post pro kaepernick, tra cui quello di Chuck Modiano, noto giornalista e appassionato di sport:

 

e quello di Shannon Sharpe, ex campione di Football che ha postato il video di un pestaggio ad un afroamericano, spiegando che nasce da qui la protesta di Colin:

 

kaepernick: il sentiment dei social

Ma qual è il sentiment dei social USA su Kaepernick e la sua battaglia? Andando ad analizzare dall’inizio della protesta ad oggi gli utenti risultano divisi, con una prevalenza PRO Kaepernick (37%). Al 29% i contenuti CONTRO invece, distanti, ma non in modo netto.

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Dati molto vicini a quelli della prima settimana di protesta, con allora un ancor maggior numero di post a favore di Colin.

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Il passare del tempo ha reso la protesta sempre più notiziabile, portando a molti contenuti informativi che hanno aumentato la percentuale di contenuti neutri.

kaepernick: geografia e demografia

Gli stati americani più coinvolti sulla questione Kaepernick alto social sono ovviamente la California, stato dei 49ers, il Texas e New York.

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Lato demografico gli utenti che hanno parlato di Kaepernick sono, ovviamente, per lo più di sesso maschile dato il tema (almeno di partenza) sportivo (è stato possibile valutare questo parametro solo per il 49% dei contenuti totali trovati).

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Lato età la questione si fa più dura visto che è stato possibile definirla per il solo il 17% dei contenuti totali analizzati. Fatta questa premessa le fasce di età più coinvolte risultano essere con il 40% quella +35 (prevedibile per il topic “complesso”) seguita con il 31% da 18-24 (molto attiva lato social). Il distribuzione dei contenuti risulta comunque abbastanza omogenea, senza particolari picchi.

Matteo Pogliani

Toscano di nascita ma lombardo di adozione, ho parlato prestissimo e non ho più smesso. #socialmedia & #web strategist at @Open_Box - blogger at @ninjamarketing